Alleanze internazionali dell’industria automobilistica: obiettivi, governance e transizione

Le alleanze internazionali dell’industria automobilistica riuniscono costruttori, fornitori, produttori di batterie e semiconduttori, imprese tecnologiche, regioni, organizzazioni di settore e istituzioni pubbliche per affrontare insieme la transizione verso una mobilità più pulita, sicura, connessa e intelligente.

Tra le principali esperienze rientrano l’Alliance for Automotive Innovation negli Stati Uniti, l’Alleanza delle regioni automotive in Europa, l’Organizzazione internazionale dei costruttori di veicoli a motore e la Zero Emission Transportation Association, orientata alla mobilità a zero emissioni.

Perché nascono le alleanze automobilistiche internazionali

Ormai si è capito, per affermarsi a livello globale è importante fare sistema. In tutti i settori, incluso quello dell’auto elettrica.

La trasformazione dell’automobile coinvolge contemporaneamente tecnologie, infrastrutture, lavoro, ricerca, commercio internazionale, regolamentazione e politiche industriali. La transizione verso veicoli a emissioni zero e digitalizzati avrà un forte impatto sui tessuti industriali regionali e sulle strutture socio-economiche.

L’industria automobilistica europea e il relativo indotto si trovano in una fase di sconvolgimenti e trasformazioni: gli obiettivi climatici dell’UE con il pacchetto Pronti per il 55% (Fit for 55) richiedono un contributo significativo da parte del settore del trasporto su strada ed esercitano quindi un impatto su tutte le regioni automotive in Europa.

La cooperazione tra soggetti diversi consente di coordinare gli investimenti, promuovere standard comuni, sostenere la formazione, rafforzare le catene di approvvigionamento e rappresentare le esigenze dell’industria nei confronti delle autorità pubbliche.

Alliance for Automotive Innovation negli Stati Uniti

Dai produttori che realizzano la maggior parte dei veicoli venduti negli Stati Uniti agli innovatori di veicoli autonomi, ai fornitori di apparecchiature, ai produttori di batterie e ai produttori di semiconduttori, l'Alliance for Automotive Innovation (Auto Innovators) rappresenta l'intera industria automobilistica, un settore che sostiene 11 milioni di posti di lavoro americani e il 5% dell'economia.

Attiva a Washington, DC e in tutti i 50 stati, l'associazione si impegna per un futuro del trasporto personale più pulito, sicuro e intelligente.

La visione dell’Alliance for Automotive Innovation

Auto Innovators collabora con i decisori politici per promuovere un trasporto personale più pulito, sicuro e intelligente, che contribuisca a trasformare l'economia statunitense e a sostenere l'ingegno e la libertà di movimento americani.

L’associazione rappresenta quindi un’ampia parte dell’ecosistema automobilistico statunitense: non soltanto i produttori di automobili, ma anche le imprese che sviluppano sistemi autonomi, componenti, batterie, semiconduttori e tecnologie complementari.

Alleanza delle regioni automotive in Europa

L'Alleanza delle regioni automotive (ARA) è una rete politica di regioni e organizzazioni di cluster impegnati a realizzare con successo la transizione dell'industria automobilistica e del relativo indotto in Europa.

L’Alleanza, che è un'iniziativa del Comitato europeo delle regioni, punta a riunire le regioni e organizzazioni di cluster con un tessuto industriale specializzato nel settore automobilistico e un forte indotto che intendono non solo operare attivamente per la decarbonizzazione del settore dei trasporti e contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo, ma anche rafforzare gli ecosistemi industriali regionali e stimolare la creazione di valore, oltre a garantire la coesione economica e sociale in tutte le regioni europee interessate dalla transizione.

Un partner fondamentale dell'Alleanza è il gruppo interregionale Il futuro del settore automobilistico del Comitato delle regioni, che opera in questo campo sin dal 2009.

Il gruppo interregionale sarà il soggetto principale incaricato di facilitare la cooperazione in seno all'Alleanza e la sua azione in futuro.

Dimensione industriale e occupazionale

Il settore automotive europeo è in prima linea nell'innovazione industriale a livello globale.

La produzione, la ricerca e lo sviluppo sono le forze trainanti del settore automotive, che rappresenta il 7% dell'occupazione totale dell'UE e, direttamente e indirettamente, dà lavoro a oltre 13 milioni di europei.

L’industria automobilistica risente pesantemente della transizione verde e digitale e rappresenta 7,5 milioni di posti di lavoro nei settori della produzione automobilistica e dei servizi automobilistici, pari ad oltre il 6% dell’occupazione complessiva in Europa.

Le regioni europee con un forte comparto automobilistico rischiano di rimanere indietro nella transizione "verde" in corso se non saranno previsti finanziamenti adeguati, la riqualificazione della forza lavoro e le necessarie infrastrutture.

Regioni aderenti e presenza italiana

Fondata nel 2022 per iniziativa del Comitato europeo delle Regioni, riunisce i territori con un tessuto industriale specializzato nel settore automobilistico con l’obiettivo di rafforzare gli ecosistemi industriali regionali e stimolare la creazione di valore, tutelando la coesione economica e sociale dei territori.

Costituita da 36 realtà territoriali, di cui nove italiane - Basilicata, Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto - l’alleanza ha espresso diverse preoccupazioni riguardanti sia il mondo dell’auto sia, in generale, le politiche di coesione.

Le regioni italiane che aderiscono all’alleanza sono Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto e Umbria.

A queste si aggiungono altre 27 regioni europee di Germania, Spagna e Francia; territori che, insieme, rappresentano il 34% del PIL europeo.

ElementoInformazione
NomeAlleanza delle regioni automotive
SiglaARA
AmbitoRegioni e organizzazioni di cluster europee
Regioni italiane indicateBasilicata, Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto
Obiettivo centraleTransizione giusta, equa e riuscita dell’industria automobilistica e del relativo indotto
Temi principaliDecarbonizzazione, occupazione, competenze, innovazione, infrastrutture e coesione territoriale

Obiettivi dell’Alleanza delle regioni automotive

L'Alleanza delle regioni automotive mira a garantire che la trasformazione sostenibile del trasporto su strada e del settore automobilistico nell'UE non lasci indietro nessuna regione.

L'Alleanza chiede un intervento dell'UE per raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Istituire quanto prima un meccanismo europeo a sostegno di una transizione giusta, equa e riuscita per le regioni europee del settore automobilistico e del relativo indotto, anche mediante apposite linee di bilancio aggiuntive nei vari fondi e programmi europei.
  • Effettuare una valutazione dettagliata dell'impatto territoriale (a livello regionale) riconducibile alle conseguenze della trasformazione del settore automobilistico come punto di partenza per il quadro di riferimento della transizione giusta, compresa una mappatura capillare dell'impatto sulla crescita e l'occupazione a livello regionale.
  • Affrontare le sfide e le opportunità comuni alle regioni e alle PMI per quanto riguarda l'indotto del settore automobilistico, che sarà particolarmente colpito dalla trasformazione del sistema di trazione dei veicoli.
  • Sostenere la riqualificazione e l'aggiornamento delle competenze della forza lavoro (regionale) per evitare la perdita di posti di lavoro nelle nostre regioni.
  • Monitorare l'offerta e la domanda di competenze pertinenti e giocare d'anticipo rispetto alla domanda futura, in stretta collaborazione con il quadro europeo del patto per le competenze e in particolare con l'Alleanza per le competenze nel settore automobilistico.
  • Sviluppare ulteriormente un solido quadro di ricerca per la trasformazione industriale e l'innovazione nell'industria automobilistica europea, aumentando la resilienza della catena di approvvigionamento di materie prime strategiche e critiche.
  • Prevedere una flessibilità negli orientamenti sugli aiuti di Stato (compreso il regolamento di esenzione per categoria) per consentire alle regioni automotive di guidare e gestire questa trasformazione ed evitarne gli effetti negativi.
  • Prevedere anche misure di sostegno agli enti locali e regionali per accelerare l'adozione di tecnologie innovative tramite gare di appalti pubblici.
  • Sostenere le regioni nell'installazione di stazioni di rifornimento e di ricarica accessibili al pubblico per favorire la diffusione dei veicoli elettrici e di veicoli che utilizzano carburanti alternativi a zero o a basse emissioni di carbonio.
  • Per la coesione territoriale e sociale è indispensabile che tali stazioni siano disponibili in tutte le regioni e interoperabili a livello transfrontaliero.
  • Concentrare i fondi di investimento pubblici e privati disponibili sulle varie soluzioni tecnologiche (ad esempio elettrificazione, tecnologie a idrogeno e carburanti sintetici) per garantire la competitività e l'innovazione dell'industria automobilistica europea.
  • Applicare una governance multilivello e un approccio di partenariato a questa transizione per assicurare l'adeguatezza e l'efficacia della pianificazione strategica, delle misure di bilancio e del dialogo con tutte le parti interessate e le autorità pubbliche a tutti i livelli, compresi la Commissione europea, il Consiglio e il Parlamento europeo.
  • Sostenere l'Alleanza in quanto principale piattaforma aperta di coordinamento delle regioni automotive e del relativo indotto, in modo che possano lavorare insieme a livello regionale, nazionale ed europeo, e in stretta collaborazione con le iniziative esistenti, al fine di realizzare con successo la transizione.

Transizione verde, digitale e neutralità tecnologica

Una rivoluzione che si basa soprattutto sulla transizione energetica che, come sottolineato dall’alleanza in Parlamento Ue, va accompagnata e ispirata a un principio di neutralità tecnologica.

Secondo l'organizzazione, in una presa di posizione ormai largamente condivisa, la transizione energetica non va limitata al solo elettrico ma va allargata ad altri strumenti green, come i biocarburanti, i carburanti sintetici e l’idrogeno.

Sulla base dei requisiti previsti per le autovetture a zero emissioni, ai fini del conseguimento degli obiettivi climatici dell’UE e dei relativi cambiamenti nell’industria automobilistica, l’Alleanza chiede l’istituzione di un meccanismo europeo a sostegno di una transizione giusta ed equa delle regioni basate sull’industria automobilistica e sul relativo indotto, in modo di ridurre al minimo gli effetti dirompenti sull’occupazione e migliorare le capacità e le opportunità di una riqualificazione tecnologica, preservando la competitività mondiale nella ricerca e nell’innovazione.

I futuri lavori dell’Alleanza delle regioni automotive si concentreranno sulla valutazione dell’impatto regionale della trasformazione dell’industria automobilistica e del relativo indotto, sul sostegno alla riqualificazione e al miglioramento delle competenze della forza lavoro regionale nonché sulla diffusione di combustibili alternativi.

Il ruolo dell’infrastruttura

Le infrastrutture di ricarica e di rifornimento rappresentano una condizione essenziale per la diffusione dei veicoli elettrici e dei veicoli alimentati da carburanti alternativi.

Sostenere le regioni nell'installazione di stazioni di rifornimento e di ricarica accessibili al pubblico per favorire la diffusione dei veicoli elettrici e di veicoli che utilizzano carburanti alternativi a zero o a basse emissioni di carbonio.

Per la coesione territoriale e sociale è indispensabile che tali stazioni siano disponibili in tutte le regioni e interoperabili a livello transfrontaliero.

Governance dell’ARA

Le regioni che esercitano la presidenza e la copresidenza dirigono le attività dell'Alleanza, la rappresentano a livello politico e sono responsabili dell'organizzazione della conferenza annuale dell'Alleanza, in occasione della quale viene adottata la dichiarazione annuale dell'ARA.

RuoloRegione o organismo
Regione che esercita la presidenzaGrand-Est
Regioni che esercitano la copresidenzaBaviera e Paese Basco
Rappresentanza politica del Comitato europeo delle regioniPresidente della commissione COTER
Segretariato tecnicoComitato europeo delle regioni
Coordinamento operativoGruppo sherpa dell’ARA

Possono aderire all'Alleanza delle regioni automotive tutti i membri o i rappresentanti di governi regionali, anche se provenienti da regioni che non hanno membri nel Comitato delle regioni.

Le organizzazioni di cluster attive nel settore automobilistico e i rappresentanti nazionali di Stati membri che non dispongono di una forte rappresentanza a livello subnazionale sono anch'essi invitati ad aderire all'ARA con lo status di partner.

Tutti i membri dell'Alleanza sono rappresentati a livello operativo nel "gruppo sherpa" dell'ARA.

Il presidente della commissione COTER del Comitato europeo delle regioni assicura la rappresentanza politica del CdR in seno all'Alleanza, e spetta al CdR organizzarne il segretariato tecnico.

Coesione territoriale e politiche industriali

Riguardo agli strumenti di coesione, l'alleanza ha sottolineato quanto la nuova spinta alla centralizzazione paventata dalla Commissione Ue potrebbe mettere in discussione il ruolo dei territori all’interno del dialogo tra le istituzioni europee.

Ruolo ritenuto invece indispensabile soprattutto per affrontare cambiamenti epocali come quello che sta coinvolgendo i trasporti e la mobilità.

L’Alleanza ha sottolineato la necessità che i finanziamenti dell’UE siano programmati in collaborazione con le parti interessate a livello regionale e locale, e ha suggerito alla Commissione europea di esplorare la possibilità d'includere le attività connesse alla trasformazione dell'industria automotive fra quelle sostenute dal Fondo europeo per una transizione giusta.

A tal fine, il quadro deve includere misure di sostegno al bilancio e alle politiche e condurre a una pianificazione congiunta della transizione a livello regionale.

Questa richiesta fondamentale deve essere soddisfatta mediante valutazioni d’impatto territoriale che affrontino le sfide e le opportunità comuni per le regioni, gli OEM (costruttori di apparecchiature originali) e in particolare le PMI attive nell’industria della catena di approvvigionamento del settore automobilistico.

Competenze, occupazione e riqualificazione

La transizione verso veicoli digitalizzati e a zero emissioni avrà un forte impatto sugli ecosistemi automobilistici regionali e sulle strutture socioeconomiche.

La "Dichiarazione di Navarra" afferma che è essenziale destinare risorse e sforzi pubblici alla formazione e alla riqualificazione dei lavoratori per creare profili in linea con l'evoluzione delle esigenze dell'industria e dei nuovi modelli di produzione.

La dichiarazione afferma che tutte le parti interessate devono essere coinvolte, anche attraverso partenariati pubblico-privato, ed esorta l'UE a utilizzare i suoi fondi per promuovere la cooperazione tra l'industria, le piccole e medie imprese e gli istituti di ricerca e istruzione.

L'Alleanza invita inoltre la Commissione europea a effettuare una valutazione d'impatto territoriale sulle conseguenze occupazionali del passaggio a un'industria automobilistica a zero emissioni.

La valutazione dovrebbe prendere in considerazione la variazione degli impatti tra regioni e lungo la catena di approvvigionamento.

Ricerca, innovazione e catene di approvvigionamento

Ulteriori richieste dell’Alleanza sono lo sviluppo di un solido quadro di ricerca per la trasformazione industriale e l’innovazione nell’industria automobilistica europea, che offra flessibilità negli orientamenti in materia di aiuti di Stato, per consentire alle regioni automotive di guidare e gestire tale trasformazione e sostenere le regioni nella realizzazione di stazioni di rifornimento e ricarica accessibili al pubblico.

La resilienza della catena di approvvigionamento di materie prime strategiche e critiche è parte integrante della trasformazione industriale.

La cooperazione tra industria, piccole e medie imprese, istituti di ricerca e istituti di istruzione è considerata uno strumento per sostenere la competitività, sviluppare nuove competenze e rafforzare l’innovazione.

In tal modo verrà promossa la diffusione di veicoli a zero emissioni e verranno concentrati i fondi d’investimento pubblici e privati disponibili sulle varie soluzioni tecnologiche (ad esempio elettrificazione, tecnologie a idrogeno e carburanti sintetici) per garantire la competitività e l’innovazione dell’industria automobilistica europea.

Cooperazione europea per la guida connessa e automatizzata

Per tanti anni guidare un’auto è stato più o meno uguale, poi con il grande boom tecnologico anche sedersi al volante non è stato più come prima.

Nella nostra quattro ruote sono entrati, integrandosi, cellulari e computer, che permettono di essere sempre connessi, ma anche innovazioni che riducono l’azione umana, come il cambio o il sistema di controllo della velocità automatici.

La macchina del futuro sarà, quindi, sempre più automatica e sempre più connessa.

Ne sono convinte le 6 associazioni e 37 aziende leader nei settori delle telecomunicazioni e dell’automobile, tra cui la FCA, che hanno deciso di unirsi nella prima alleanza europea Automotive-Telecom.

Il nuovo soggetto, la cui nascita è stata annunciata dai soggetti coinvolti alla tavola rotonda sulla “Connected and Automated Driving” davanti al commissario Ue per l’Economia digitale Günther Oettinger , ha l’obiettivo di promuovere la diffusione più ampia possibile della guida connessa e automatizzata in Europa.

Ambiti del progetto

Il primo passo concreto è il miglioramento del “Pre-Deployment Project” che testerà tre principali categorie: vetture a guida autonoma, sicurezza ed efficienza stradale, digitalizzazione dei trasporti e della logistica.

Inoltre, il progetto mira ad affrontare questioni legate all’interoperabilità, come agli investimenti nelle infrastrutture per rispondere ai bisogni di connettività e migliorare la sicurezza.

Le risorse per realizzare tutto questo sono fondamentali e per questo la nuova Alleanza ha messo in piedi una task force che garantisca ai progetti pilota di poter accedere alle risorse pubbliche e lavorare insieme alle autorità locali.

Oltre all’Italia, i Paesi europei coinvolti nell’iniziativa sono: Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Austria, Slovacchia, Ungheria e Polonia.

auto connessa e guida autonoma

Zero Emission Transportation Association

È per questo che nasce ZETA, associazione internazionale il cui acronimo significa Zero Emission Transportation Association.

Raccoglie 28 realtà di primissimo piano nel mondo della eMobility, da Tesla a Rivian, da ABB a Lucid Motors, con anche l’Italia rappresentata dalla presenza di Enel X.

Lo scopo, chiaramente, è quello di sostenere e accelerare lo sviluppo della mobilità a zero emissioni su tutti i fronti, dalle auto ai veicoli commerciali arrivando fino al trasporto pesante.

Il primo obiettivo? Arrivare a commercializzare negli Usa solo mezzi elettrici entro il 2030.

Mobilità elettrica e crescita economica

Secondo le stime di della neonata associazione, la transizione energetica non porterà con sé solo benefici all’ambiente, ma sarà anche un fattore della ripresa economica, accelerando lo sviluppo di settori industriali strategici e creando decine di migliaia di posti di lavoro nei soli Stati Uniti.

ZETA si pone anche l’obiettivo di far recuperare agli Stati Uniti il terreno perduto rispetto a Cina ed Europa e vuole spingere l’industria automobilistica verso le zero emissioni grazie anche al dialogo con Washington.

Tra le prime due si ricorda il contenzioso sul presunto spionaggio industriale, e tra la prima e la terza, invece, la sfida a distanza tra Model S e Air su chi debba assumere il ruolo di modello di riferimento tra le grosse berline a batteria.

I cinque pilastri del piano ZETA

  1. Favorire la diffusione di auto elettriche attraverso politiche di incentivazione all’acquisto e alla sostituzione dei veicoli inquinanti.
  2. Fissare limiti in termini di emissioni inquinanti al fine di migliorare la salute pubblica e dare al mercato segnali corretti a sostengo della mobilità elettrica.
  3. Sensibilizzare l’opinione pubblica e le politiche federali degli Stati Uniti in favore della creazione di un’infrastruttura di ricarica più capillarmente diffusa sul territorio.
  4. Accelerare la transizione energetica dell’industria automobilistica americana e dell’indotto per permettere alle aziende statunitensi di diventare leader nel campo dell’eMobility.
  5. Intensificare la collaborazione tra le aziende per sostenere le attività di ricerca e sviluppo e coordinare gli sforzi al fine di innovare dal punto di vista tecnologico sfruttando competenze condivise.

Associati indicati

Gli associati indicati sono ABB, Albemarle Corporation, Arrival, ChargePoint, ConEdison, Copper Development Association, Inc., Duke Energy, Edison International, Enel X, EVBox, EVgo, Ioneer, Li-Cycle, Lordstown Motors, Lucid Motors, Piedmont Lithium, PG&E Corporation, Proterra, Redwood Materials, Rivian, Siemens, Southern Company, SRP, Tesla, Vistra, Volta, Uber e WAVE.

OICA e armonizzazione globale

L'Organizzazione internazionale dei costruttori di veicoli a motore (OICA) costituisce un ulteriore livello di cooperazione internazionale tra associazioni nazionali dell’industria automobilistica.

Nonostante decenni di progressi nell'armonizzazione normativa, stanno emergendo nuove forme di frammentazione.

L'industria automobilistica globale si riposiziona nel 2025 con lo spostamento della crescita verso est, OICA lo dice a Pechino.

Il Comitato è stato istituito nel 1956 per sostenere l'attuazione del prossimo Accordo del 1958 United Nations Economic Commission for Europe (UNECE).

Allargamento della rete internazionale

La Motor Industry Association della Nuova Zelanda è diventata un'organizzazione a pieno titolo OICA membro, rafforzando la collaborazione globale e garantendo che le prospettive della regione Asia-Pacifico siano rappresentate nelle discussioni internazionali sul settore automobilistico.

Parigi - Santiago: Il OICA Organisation Internationale des Constructeurs Automobiles è lieta di annunciare l'adesione ufficiale dell'ANAC (Asociación Nacional Automotriz de Chile).

OICA in qualità di membro a pieno titolo, ampliando ulteriormente la portata globale e la diversità della rete dell'associazione.

Shailesh Chandra, presidente della Society of Indian Automobile Manufacturers (SIAM), è stato eletto nuovo Presidente, con effetto dal 1° novembre 2025, in sostituzione di John Bozzella, Presidente e CEO dell'Alliance for Automotive Innovation (USA).

Regolamentazione e futuro dei trasporti

OICA celebra il suo 200° anniversario Technical Committee, celebrando 70 anni al centro della regolamentazione automobilistica globale.

Promuovere l'innovazione per il futuro dei trasporti interni.

La nuova struttura e la visione rinnovata per le attività del settore automobilistico rispecchiano le esigenze in continua evoluzione dell'industria automobilistica globale e dell'ecosistema dei saloni automobilistici.

IAA TRANSPORTATION è più internazionale che mai.

Dalle parole ai fatti: i decisori politici devono sviluppare e attuare un piano d'azione concreto incentrato sulle infrastrutture.

SEMBRANO COMPORTAMENTI NORMALI MA RISCHI MULTE PESANTI: 10 INFRAZIONI STRADALI CHE NESSUNO CONOSCE

Accordi internazionali e prospettive comuni

Con la graduale eliminazione dei motori a combustione interna entro il 2035, l’Alleanza ha un ruolo chiave da svolgere: la Commissione europea ha il mandato di riferire entro la fine del 2025 su quali risorse di bilancio sono necessarie per rendere questa transizione equa per tutti.

I legislatori hanno impegnato la Commissione europea a basare la sua relazione sul lavoro dell’Alleanza delle regioni automotive.

La transizione giusta nelle regioni automotive europee è di fondamentale importanza per l’ARA e per il Comitato delle regioni.

Durante la sessione plenaria di ottobre, il CdR ha adottato un parere politico sul tema, in cui si chiede di liberare delle risorse dall'attuale bilancio dell'UE 2021-27 e di garantire un sostegno costante alle regioni più esposte, anche attraverso la politica di coesione e un possibile successore del meccanismo per una transizione giusta.

Cooperazione tra istituzioni, imprese e territori

Nel corso della riunione, l'ARA, l'Alleanza per le competenze nel settore automotive e il gruppo interregionale sul futuro dell'industria automobilistica del CdR hanno siglato un accordo per facilitare una transizione giusta nelle regioni automotive.

Le tre reti collaboreranno per affrontare le sfide della mobilità, promuovendo un maggiore sostegno alla riqualificazione e al miglioramento delle competenze della forza lavoro regionale, promuovendo progetti strategici e scambi di buone pratiche tra le regioni automotive, migliorando allo stesso tempo l'agenda per le competenze.

Applicare una governance multilivello e un approccio di partenariato a questa transizione per assicurare l'adeguatezza e l'efficacia della pianificazione strategica, delle misure di bilancio e del dialogo con tutte le parti interessate e le autorità pubbliche a tutti i livelli, compresi la Commissione europea, il Consiglio e il Parlamento europeo.

Sostenere l'Alleanza in quanto principale piattaforma aperta di coordinamento delle regioni automotive e del relativo indotto, in modo che possano lavorare insieme a livello regionale, nazionale ed europeo, e in stretta collaborazione con le iniziative esistenti, al fine di realizzare con successo la transizione.

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