Marte, l’ultima frontiera dell’esplorazione spaziale

Marte è l’unico pianeta del Sistema Solare dove sia ragionevole pensare che vi siano (o vi siano state) forme di vita, sia pure elementari. Il mito del pianeta rosso resiste nel nostro immaginario, nonostante innumerevoli missioni d’esplorazione abbiano svelato ormai molti dei suoi segreti.

È “l’altro pianeta” dove, da anni, le agenzie spaziali di tutto il mondo vanno alla ricerca di vita extraterrestre; è anche l’unico luogo dove possiamo sperare di insediare una colonia umana. La sfida per la conquista del Pianeta Rosso, in realtà, è già iniziata.

Marte visto dallo spazio

Perché Marte continua ad affascinare l’umanità

Pochi secoli fa Marte era solo un minuscolo punto di luce sopra le nostre teste, poco più di un’idea; negli ultimi cinquant’anni gli uomini ne hanno setacciato la superficie e il sottosuolo attraverso telescopi, sonde, satelliti, lander e rover spaziali, una corsa all’esplorazione senza precedenti.

Perché proprio Marte? Perché un pianeta dove non piove da due miliardi di anni, dove non esistono fiumi, laghi e oceani, la cui superficie desertica è rotta da spaccature profonde come abissi, ricoperta da una sabbia finissima che si solleva in vasti mulinelli nella sottile atmosfera color bronzo?

In un tempo che non appartiene alla memoria dell’uomo Marte somigliava molto di più alla Terra, poi, tra i tre miliardi e mezzo e quattro miliardi di anni fa, i loro destini hanno imboccato strade diverse. È forse questa la chiave dell’attrazione che il pianeta rosso ha esercitato sulle menti e le fantasie degli uomini.

La storia di Marte e delle sue esplorazioni - scrive Sarah Stewart Johnson, giovane e talentuosa planetologa dell’Università di Georgetown - è strettamente legata a quella della Terra: trovare risposte agli enigmi che si annidano nel suo passato significa gettare uno sguardo sul futuro del nostro pianeta.

«Marte è stato il nostro specchio, un riflesso rivelatore di ciò che albergava nel profondo dei nostri cuori, vi abbiamo visto un’utopia, un territorio inesplorato, un santuario, un oracolo.»

Il pianeta rosso nell’immaginario collettivo

Fin dalle prime pagine Ferreri ci racconta come è stato osservato Marte nel corso dei secoli a partire dagli egiziani (Harmakhis) per arrivare agli antichi greci (Ares) fino poi ai romani. Per tutti loro era il “dio della guerra”.

Era scontato, visto che questi popoli che osservavano ad occhio nudo il Pianeta Rosso, lo associassero al sangue che scorreva nelle battaglie. Marte è da sempre una suggestione emotiva forte per l’immaginario umano.

La fantascienza da sempre vede in questo mondo un protagonista di spessore, rendendolo ambientazione di grandi avventure, suscitando la curiosità di scrittori di sci-fi celebri come Burroughs, Asimov, o diventando il palcoscenico di pellicole come Mission to Mars o Fantasmi da Marte di Carpenter.

Come dice la stessa autrice nella prefazione di Marte L’ultima Frontiera: “Marte possiede dunque una storia umana iscritta sulla propria superficie, anche se questa non è mai stata toccata da piede umano”.

Il pianeta rosso è parte della nostra cultura in un modo sottile, lo abbiamo sempre percepito come a noi prossimo, arrivando ad accoglierlo come l’ideale nuova casa dell’umanità lontano dalla cara, vecchia Terra.

Dai primi telescopi ai canali artificiali

Andando avanti con le pagine troviamo le osservazioni fatte da Galileo Galilei con i suoi “rudimentali” telescopi e i disegni realizzati da Giovanni Schiaparelli verso la fine del 1800 che diedero un grande contributo alla conoscenza di Marte ma che, male interpretati oltreoceano dall’astronomo americano Percival Lowell, fecero credere che su Marte ci fossero esseri intelligenti in grado di realizzare canali artificiali.

All’interno di questo volume compaiono nomi che, nel corso degli ultimi tre secoli, hanno scritto la storia dell’esplorazione marziana. Dai primi, timidi sguardi indagatori di Galilei e Schiapparelli, alle prime sonde lanciate verso il pianeta rosso, al fine di cogliere aspetti sempre più intimi che ci consentano di vedere Marte non più come un mondo lontano ma come una nuova casa per l’umanità.

Il mito del pianeta rosso resiste nel nostro immaginario, nonostante innumerevoli missioni d’esplorazione abbiano svelato ormai molti dei suoi segreti. È “l’altro pianeta” dove, da anni, le agenzie spaziali di tutto il mondo vanno alla ricerca di vita extraterrestre.

La formazione e l’evoluzione di Marte

Il libro racconta tutto quello che c’è da sapere su Marte, dalla sua conformazione alle ipotesi di abitabilità, fino alle ultime conquiste del Rover Curiosity, che vi è atterrato nel 2012.

La struttura del sistema solare, il passaggio dal caos all’ordine, dalla nebulosa ai pianeti, e la breve storia evolutiva di Marte permettono di comprendere come il pianeta abbia raggiunto l’aspetto attuale.

In un tempo che non appartiene alla memoria dell’uomo Marte somigliava molto di più alla Terra, poi, tra i tre miliardi e mezzo e quattro miliardi di anni fa, i loro destini hanno imboccato strade diverse.

La corsa allo spazio e le prime missioni marziane

C’è poi tutta la parte astronautica dell’esplorazione marziana. Lo Campo snocciola dati su dati in varie tabelle per far comprendere come le sonde spaziali fin dagli anni ’60/’70 hanno dato una profonda svolta alla conoscenza del pianeta.

La storia arriva infine alle osservazioni fatte dapprima con le sonde americane Mariner e poi oggi con i grandi telescopi spaziali in orbita come Hubble e il James Webb Space Telescope.

A dirla tutta, l’esplorazione attraverso le sonde ha avuto un esordio tutt’altro che positivo. I primi sette tentativi (sei sovietici ed uno americano) fallirono drammaticamente tanto da innescare la leggenda della “maledizione marziana”.

Leggenda fortunatamente sfatata da trent’anni a questa parte da quando cioè Usa, Europa, India, Emirati Arabi Uniti e Cina hanno iniziato ad inanellare un successo dietro l’altro sia per le sonde che per i rover alcuni dei quali, ancora oggi, sono a spasso sul suolo marziano.

Perché tante missioni su Marte?

Il contributo dei rover

Dopo Pathfinder, Spirit, pportunity e Curiosity, che hanno segnato pagine importante dell’esplorazione di Marte, Perseverance riaccende la curiosità degli appassionati, riportando nuovamente lo sguardo umano su questo pianeta che da sempre affascina scienziati e accoglie i sogni di scrittori e cultori della sci-fi.

Il 18 febbraio 2021 sarà ricordato come il giorno in cui Perseverance, il nuovo rover esplorativo della NASA, toccherà il suolo marziano, pronto a svelarci nuovi segreti del pianeta rosso.

Il libro racconta tutto quello che c’è da sapere su Marte, dalla sua conformazione alle ipotesi di abitabilità, fino alle ultime conquiste del Rover Curiosity, che vi è atterrato nel 2012.

La sua esplorazione comprende la superficie, il sottosuolo, l’atmosfera e il clima del pianeta. Nel frattempo, abbiamo imparato a conoscere molto bene Marte, dalle prime osservazioni degli astronomi secoli fa, fino ai moderni osservatori astronomici di oggi, e naturalmente grazie alle missioni di sonde spaziali che dal 1960 studiano Marte da ogni angolazione.

Geologia, superficie e atmosfera

La superficie desertica di Marte è rotta da spaccature profonde come abissi, ricoperta da una sabbia finissima che si solleva in vasti mulinelli nella sottile atmosfera color bronzo. Il pianeta presenta inoltre un’atmosfera attuale che ha avuto origine da una dotazione iniziale di elementi volatili, modificata dall’erosione dell’atmosfera primordiale e dagli eventi astronomici.

Lo studio del pianeta rosso comprende la sua struttura complessiva, una superficie contaminata da soluzioni acide? e l’evoluzione della superficie nel corso delle ere geologiche.

Le missioni spaziali studiano Marte dall’atmosfera al clima burrascoso, dalla superficie al sottosuolo ricco di giacimenti d’acqua, come scoperto e confermato per la prima volta da un radar realizzato da scienziati e ingegneri italiani.

Acqua, clima e abitabilità

La ricerca dell’acqua è centrale per comprendere l’evoluzione marziana e valutare la possibile abitabilità del pianeta. Acqua, culla della vita, è anche l’elemento da cercare per individuare eventuali forme di vita passate o presenti.

Gli studiosi si concentrano quindi sulla definizione dell’abitabilità, sull’acqua come culla della vita e sui luoghi in cui cercare forme di vita. Hanno sempre guardato il pianeta rosso con l’obiettivo di trovare qualcosa di più grande: una prova, una scoperta rivoluzionaria che dimostrasse che anche lì poteva esistere la vita.

È per rispondere a questo interrogativo che studiosi come Sarah Stewart Johnson sfidano ogni giorno i limiti della tecnologica, con una dedizione continua e spostando sempre più in là i limiti della nostra conoscenza, spingendosi sempre più all’interno di quell’ultima frontiera.

Marte e il futuro dell’esplorazione umana

Da sempre, e ancora di più oggi, Marte è uno dei grandi sogni di conquista scientifica dell’umanità. Siamo stati sulla Luna tra il 1969 e il 1972 e ora ci apprestiamo a ritornarci con le missioni del Programma Artemis.

Che però, sin dall’inizio, è un programma di esplorazione dello spazio che prevede anche la conquista del Pianeta Rosso. Tutte le principali agenzie spaziali del mondo e le principali compagnie private in campo astronuatico, puntano a Marte come la prossima, grande frontiera di esplorazione umana del cosmo.

Le nuove frontiere dell’esplorazione spaziale sono mirate alla conquista del suolo marziano, ma quanto sappiamo realmente di questo mondo? Anche se ormai ci sembra un luogo alla portata della nostra comprensione, un posto come la Terra, Marte rimane comunque qualcosa di alieno.

Solo allora potremo vedremo alcuni abitanti del pianeta Terra arrivare sul Pianeta Rosso. L’esplorazione umana di Marte resta al momento ancora un sogno, affermano gli autori, che si potrà realizzare solo quando ci sarà un accordo di collaborazione allargato tra le diverse potenze mondiali.

Le difficoltà di un viaggio interplanetario

Vi sono ancora molti problemi da risolvere: dalla protezione dalla radiazione cosmica per viaggi così lunghi (non meno di due anni tra andata e ritorno), a come fare atterrare astronauti in buone condizioni fisiche dopo mesi e mesi di viaggio.

Le prospettive future comprendono le crociere planetarie e stellari, con un po’ di meccanica orbitale, i pericoli per i cloni spaziali, un grammo di realismo finanziario e tecnico e le alternative alla colonizzazione umana.

Ma le soluzioni si troveranno, e tutti gli esperti spaziali del mondo sono sicuri che prima o poi ci si arriverà. Marte è da sempre una suggestione emotiva forte per l’immaginario umano, ma la sua esplorazione richiede anche rigore scientifico, cooperazione internazionale e capacità tecniche ancora da sviluppare.

Due approcci editoriali all’ultima frontiera

Se per scrivere un libro dedicato all’esplorazione del pianeta Marte si mettono insieme un astronomo (Walter Ferreri) ed un giornalista con una passione ultradecennale sulle questioni spaziali (Antonio Lo Campo), ne esce fuori un testo analitico e di rigore scientifico che dice tutto, ma davvero tutto sul Pianeta Rosso.

“Marte. La nuova frontiera dello Spazio” è il titolo del loro libro che si legge con grande curiosità perché già dall’introduzione si parte così: “Marte è l’unico pianeta del Sistema Solare dove sia ragionevole pensare che vi siano (o vi siano state) forme di vita, sia pure elementari”.

Marte L’ultima Frontiera non è un saggio scientifico asciutto e rivolto a un pubblico che abbia familiarità con questo tema, ma un invito aperto a tutti per avvicinarsi all’avventura umana alla conquista dello spazio, grazie a una narrazione emotiva e che ci porta a simpatizzare con gli scienziati che nei corsi dei secoli ci hanno guidato all’esplorazione di Marte.

Forte di questa consapevolezza, Sarah Stewart Jonhson non ha voluto scrivere un resoconto storico del rapporto fra uomo e Marte, ma ha scelto di dar vita a una disamina emotiva e storica dei questa avventura spaziale.

Dal passato al futuro, come l’uomo arriverà su Marte. La lettura di Marte L’ultima Frontiera è un modo ottimo per addentrarsi all’interno dell’esplorazione umana del cosmo, il modo migliore per prepararci a una nuova fase della conquista umana del pianeta rosso.

Sarah Stewart Johnson e la ricerca planetologica

Sarah Stewart Johnson è una ricercatrice di Planetologia presso l’Università di Georgetown. Ha conseguito un dottorato presso il MIT di Boston e ha preso parte a Spirit, Opportunity e Curiosity, le missioni NASA su Marte che hanno preceduto Perseverance, lanciata nel 2020.

Sarah Stewart Johson, infatti, è una ricercatrice di Planetologia, qualifica che le ha consentito di collaborare con la NASA proprio per quelle missioni che hanno preceduto Perseverance. La sua conoscenza scientifica, però, non nasconde la sua profonda passione per Marte e le possibilità che questo pianeta rappresenta per l’esplorazione futura del cosmo.

Marcello Coradini è professore di Sistemi spaziali nell’Università di Genova e di Trento; lavora al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena come rappresentante dell’Esa, svolgendo ricerche avanzate sull’idrologia marziana.

Con l’Agenzia Spaziale Europea ha contribuito a diverse missioni tra cui SOHO, Cluster, Huygens/Cassini, Mars Express, Venus Express, Rosetta.

Struttura dei principali argomenti

SezioneArgomenti
Marte nell’immaginario collettivoUn briciolo di mitologia marziana; dalle prime osservazioni ai fantomatici canali; dai canali alla civiltà marziana; illusioni ottiche e illusione letteraria
Formazione ed evoluzione dei pianetiLa struttura del sistema solare; dal caos all’ordine, dalla nebulosa ai pianeti; breve storia evolutiva di Marte
Esplorazione del pianeta rossoI primi incerti passi; l’esplorazione svela un nuovo volto di Marte; il “rinascimento” dell’esplorazione marziana; i rover della NASA
Geologia e geofisicaIl pianeta rosso nel suo insieme; una superficie contaminata da soluzioni acide?; l’evoluzione della superficie nel corso delle ere geologiche
Atmosfera marzianaLa dotazione iniziale di elementi volatili; l’erosione dell’atmosfera primordiale; eventi astronomici ed evoluzione dell’atmosfera; l’atmosfera attuale
Clima e abitabilitàChe cos’è l’abitabilità?; acqua, culla della vita; dove cercare forme di vita
ColonizzazioneCrociere planetarie e stellari; quali pericoli per i cloni spaziali?; un grammo di realismo finanziario e tecnico; le alternative alla colonizzazione umana

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