IPE 0 CHR: cosa vuol dire e come interpretare questo valore

La sigla “IPE 0 CHR” è normalmente collegata all’Indice di Prestazione Energetica di un immobile e indica un valore pari a zero associato alla voce “CHR” riportata nella documentazione energetica. L’IPE equivale all’energia totale consumata da un immobile climatizzato per metro quadrato di superficie ogni anno e si esprime in kWh/m² anno.

Per interpretare correttamente la dicitura è necessario verificare il documento nel quale compare, in particolare l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), perché l’IPE può riferirsi a servizi diversi, come climatizzazione invernale, climatizzazione estiva, acqua calda sanitaria, ventilazione, illuminazione e trasporto negli immobili non residenziali. Un valore “0” non significa automaticamente che l’immobile non consumi energia: può indicare l’assenza del servizio considerato, un valore nullo per quella specifica componente o una modalità particolare di compilazione del documento.

Che cos’è l’IPE

L’Indice di Prestazione Energetica rappresenta il parametro numerico oggettivo utilizzato per quantificare l’efficienza complessiva di un edificio o di un singolo appartamento. Questo valore esprime la quantità totale di energia primaria non rinnovabile necessaria per garantire il comfort climatico interno (riscaldamento invernale, raffrescamento, ventilazione e acqua calda sanitaria) per ogni metro quadro di superficie utile calpestabile durante l’anno.

L’indice di prestazione energetica corrisponde all’energia totale consumata dall’edificio climatizzato per metro quadro di superficie ogni anno. L’IPE rappresenta la quantità di energia necessaria per mantenere l’edificio a una temperatura confortevole e soddisfare altri bisogni energetici, come il raffreddamento, l’illuminazione e l’acqua calda.

L’indice di prestazione energetica globale di un immobile climatizzato equivale all’energia totale non rinnovabile da esso consumata ogni anno per metro quadro di superficie netta calpestabile. In altre parole indica la quantità di energia consumata affinché l’immobile possa raggiungere le condizioni di comfort.

Che cosa significa la sigla EPgl,nren

Nel panorama normativo italiano ed europeo, questo parametro è indicato con la sigla tecnica EPgl,nren (Indice di prestazione energetica globale non rinnovabile) ed è espresso nell’unità di misura kWh/m² anno. L’unità di misura utilizzata per indicare l’Indice di Prestazione Energetica è il kWh/m2 anno, mentre il simbolo utilizzato è l’EPgl.

Per superficie utile si intende la superficie netta calpestabile dell’ambiente. L’unità di misura per prestazioni relative ad edifici residenziali e non residenziali è divenuto con la delibera del DM 26/06/2015 univocamente il kWh/mq anno.

Sugli immobiliari viene riportato invece come IPE (Indice di Prestazione Energetica). Spesso negli annunci immobiliari viene scritto IPE (o I.P.E.) ma è un acronimo poco corretto.

Che cosa può indicare “CHR” accanto a IPE 0

La sigla “CHR” non costituisce, nel materiale normativo riportato, una delle sigle standard degli indici energetici principali. Le sigle normalmente utilizzate per descrivere i singoli servizi energetici sono EPH,nren, EPC,nren, EPW,nren, EPV,nren, EPL,nren ed EPT,nren.

Per questo motivo, la dicitura “IPE 0 CHR” deve essere letta insieme alla legenda, alla tabella o alla sezione del documento in cui compare. Il valore zero può riferirsi a una singola voce e non necessariamente all’indice energetico globale dell’edificio.

Un valore nullo può essere compatibile con l’assenza del servizio considerato o con una componente che non incide sul calcolo dell’immobile. Il valore complessivo dell’EPgl,nren deriva infatti dalla somma dei singoli servizi energetici forniti nell’edificio in esame.

Le componenti dell’indice di prestazione energetica

Dall’1 ottobre 2015 secondo le linee guida per la certificazione energetica DM 26-06-2015 la prestazione energetica dell’immobile è espressa attraverso l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile che comprende:

  • la climatizzazione invernale (EPh,nren);
  • la climatizzazione estiva (EPc,nren);
  • la produzione di acqua calda sanitaria (EPw,nren);
  • la ventilazione meccanica (EPv,nren);
  • l’illuminazione artificiale (EPl,nren), per gli immobili non residenziali;
  • il trasporto di persone o cose (EPt,nren), per gli immobili non residenziali.

L’indice globale non è una stima forfettaria, ma il risultato della somma di specifici indici di consumo relativi ai diversi servizi tecnici attivi nell’edificio. EPgl,nren = EPH,nren + EPC,nren + EPW,nren + EPV,nren + EPL,nren + EPT,nren.

Quando il valore zero non indica consumo zero

Un valore IPE pari a zero può riguardare soltanto una voce specifica del calcolo, mentre l’edificio può continuare a consumare energia per altri servizi. Per esempio, un valore nullo relativo alla climatizzazione estiva non esclude necessariamente consumi per il riscaldamento, l’acqua calda sanitaria o la ventilazione.

Il calcolo della prestazione energetica si basa sui servizi effettivamente presenti nell’unità immobiliare o edificio in oggetto. Nel caso di assenza di impianti di climatizzazione invernale e, nel solo settore residenziale, di produzione di acqua calda sanitaria si procede a simulare tali impianti in maniera virtuale, considerando che siano presenti impianti standard con le caratteristiche indicate nel DM 26-06-2015.

Di conseguenza, la presenza di “0” deve essere valutata controllando se si tratta di un valore riferito all’indice globale oppure a una singola componente. Soltanto il professionista che ha redatto l’APE può chiarire con certezza il significato della sigla “CHR” utilizzata nel documento specifico.

Come si calcola l’IPE

Il calcolo dell’Indice di Prestazione Energetica si basa su una serie di parametri che determinano il consumo energetico annuale per metro quadrato. Tra i fattori considerati ci sono:

  • caratteristiche dell’edificio: dimensioni, volume, esposizione al sole, materiali di costruzione e livello di isolamento termico;
  • tipologia e efficienza degli impianti: tipo di impianto di riscaldamento, sistema di produzione di acqua calda sanitaria, impianti di raffreddamento, impianti fotovoltaici;
  • consumo energetico: quantità di energia necessaria per il riscaldamento, raffreddamento, ventilazione e illuminazione.

L’indice di prestazione energetica tiene conto di diversi fattori, come isolamento termico dell’edificio, tipo di impianto di riscaldamento e raffreddamento, efficienza degli impianti e tipo di combustibile utilizzato, ad esempio gas, elettricità o energia rinnovabile.

Il calcolo avviene tramite software certificati che simulano il comportamento energetico dell’edificio sulla base di questi parametri. Il risultato, espresso in kWh/m² all’anno, consente di ottenere l’indice di prestazione energetica, che serve poi a determinare la classe energetica dell’edificio.

Chi determina l’indice di prestazione energetica

L’indice di prestazione energetica viene determinato da un professionista abilitato, ovvero un Tecnico Certificatore Energetico, che possiede le competenze necessarie per eseguire una valutazione completa dell’edificio.

Il tecnico utilizza appositi software certificati e segue le normative di riferimento, come quelle previste dal Decreto Ministeriale 26/06/2015, per calcolare l’IPE e generare l’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Il Certificatore Energetico è generalmente un ingegnere, architetto o perito con esperienza nell’ambito della valutazione energetica degli edifici e deve essere accreditato presso un organismo di certificazione competente.

La differenza tra IPE e classe energetica

Spesso si tende a confondere l’Indice di prestazione energetica con la classe energetica dell’edificio. Pur essendo strettamente collegati, rappresentano due concetti differenti.

  • La classe energetica è una scala convenzionale a lettere, dalla più efficiente A4 alla più disperdente classe G, che riassume l’efficienza generale della casa.
  • L’IPE (EPgl,nren) è invece il dato matematico e scientifico che determina a quale classe appartiene l’immobile: più l’indice IPE è basso, più la lettera assegnata sale verso la classe A.

La classe energetica indica sinteticamente, secondo alcuni parametri dipendenti anche dalla località in cui si trova l’edificio, dalla sua forma, dall’orientamento e dalle caratteristiche termiche, la qualità energetica ed il consumo dell’edificio. L’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (EPgl,nren) invece è il valore più preciso da cui deriva l’attribuzione della classe energetica e che indica l’energia totale consumata dall’edificio climatizzato per metro quadro di superficie ogni anno.

Classe energeticaIndicazione generaleConsumi
A4Massima efficienza energeticaConsumo energetico più basso
A1-A3Elevata efficienza energeticaConsumi contenuti
B-CBuon isolamento termicoSpese di riscaldamento moderate
D-EPrestazione intermediaDispersioni medie e margini di recupero
F-GBassa efficienza energeticaDispersioni elevate e consumi maggiori

Ad un Indice di Prestazione Energetica basso corrisponde un basso consumo di energia e dunque una migliore prestazione energetica. Più basso è l’indice, maggiore è l’efficienza energetica dell’edificio.

Perché la classe energetica non dipende soltanto dall’IPE

A concorrere alla definizione della classe energetica vi sono altri parametri oltre all’EPgl: la forma dell’edificio, il suo rapporto tra la superficie disperdente e il volume riscaldato, il suo orientamento, le caratteristiche termiche, i gradi giorno della località in cui si trova.

Per determinare la classe energetica di un edificio è necessario determinare il valore di EPgl,nren per l’immobile oggetto dell’attestazione e per l’edificio di riferimento, attraverso software di calcolo certificati. Il rapporto tra i due valori permette di classificare l’immobile secondo la tabella del DM 26-06-2015.

L’edificio di riferimento ha le stesse caratteristiche geometriche, di esposizione e di localizzazione dell’immobile da certificare ma con parametri energetici performanti equivalenti ad una classe A1. Immobili migliori dell’edificio di riferimento hanno classi da A1 ad A4.

I gradi giorno e la località dell’immobile

I gradi giorno sono la somma delle differenze tra una temperatura interna standard di 20° e la temperatura media esterna, e cambiano da comune in comune. Più il clima è rigido, maggiori sono i gradi giorno.

I gradi giorno (GG) sono la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle differenze giornaliere tra la temperatura dell’ambiente e la temperatura media esterna.

A Roma i GG sono 1415, a Milano sono 2404, a Palermo 751. La diversa localizzazione può quindi incidere sull’attribuzione della classe energetica anche quando il valore specifico di consumo appare simile.

Il rapporto tra superficie disperdente e volume riscaldato

Il Rapporto S/V è il rapporto tra la superficie disperdente ed il volume riscaldato di un immobile. La superficie disperdente comprende le superfici dell’immobile che confinano con l’esterno, con il terreno e con altri ambienti non riscaldati.

Può succedere quindi che edifici situati nello stesso comune, con la stessa prestazione energetica e quindi stesso consumo specifico per metro quadro, possano ricadere in classi energetiche diverse perché aventi differenti rapporti S/V.

In definitiva per valutare un immobile è fondamentale considerare con attenzione il valore specifico di consumo EPgl che valuta il consumo dell’immobile in maniera assoluta e quindi in modo più oggettivo.

Dove si trova il valore IPE

Il valore dell’indice IPE è riportato in prima pagina all’interno dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE). L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è un documento che attesta la classe energetica di un edificio, includendo l’Indice di Prestazione Energetica calcolato dal certificatore energetico.

L’APE è obbligatorio in diversi contesti, come vendita e affitto di immobili, ristrutturazione e certificazione energetica degli edifici pubblici. L’APE, oltre a stabilire la classe energetica, suggerisce anche possibili interventi di miglioramento per ottimizzare l’efficienza dell’edificio.

Dal 2012, per legge, questo dato deve obbligatoriamente comparire in qualsiasi annuncio commerciale di vendita o locazione immobiliare. Negli annunci immobiliari va inserito sia il valore EPgl,nren, spesso chiamato IPE, sia la prestazione energetica dell’involucro, sia la classe energetica, secondo le linee guida per la certificazione energetica DM 26-06-2015 e il D.Lgs. 192/2005.

Perché un IPE uguale a zero va verificato sull’APE

Un IPE uguale a zero può essere interpretato correttamente soltanto esaminando la voce alla quale è associato. L’EPgl,nren è infatti un indice globale, mentre le singole componenti descrivono servizi energetici distinti.

Se il valore zero compare in una riga relativa a una specifica prestazione, può indicare che quella prestazione non è presente o non è stata considerata per il servizio indicato. Se invece compare accanto al valore globale, occorre verificare la metodologia utilizzata e l’eventuale presenza di errori di trascrizione o di interpretazione.

Per conoscere il significato esatto di “CHR” è quindi necessario consultare la legenda dell’APE, controllare l’intestazione della tabella e distinguere tra indice globale, indice del singolo servizio e prestazione dell’involucro.

Come leggere il consumo indicato nell’APE

L’EPgl,nren moltiplicato per i metri quadri dell’appartamento invece mi dice quanto potrei consumare in un anno. Il dato rappresenta una stima basata su un utilizzo standard e non coincide necessariamente con il consumo reale registrato nelle bollette.

Va specificato sicuramente che si parte da un consumo stimato per un utilizzo standard e nella realtà il consumo cambia da stagione a stagione, a seconda di quanto si voglia tenere accesa la caldaia, la temperatura impostata che si vuole nelle stanze, se la stagione è più rigida del solito etc.

Resta comunque una buona indicazione per avere un ordine di grandezza della spesa annuale che si potrebbe affrontare.

Come si può ridurre l’IPE

Conoscere questo numero è fondamentale per stimare i costi di gestione dell’immobile e pianificare interventi mirati di efficientamento energetico. Per scoprire dove risparmiare energia è necessario innanzitutto capire in che maniera si suddividono i flussi energetici utilizzati, se e dove vengono maggiormente dispersi o dissipati, eventuali inefficienze impiantistiche o strutturali, abitudini e consuetudini da parte degli occupanti dell’abitazione, tipologia di fonte primaria utilizzata.

Nell’APE è obbligatorio riportare dei possibili interventi da effettuare per migliorare l’unità immobiliare e per ridurre i consumi. Nella tabella viene riportata la descrizione dell’intervento, la nuova classe energetica corrispondente con il nuovo EPgl e la stima del ritorno di investimento.

  • coibentazione dell’involucro, come un cappotto termico o l’isolamento della copertura;
  • sostituzione dell’impianto, sia esso centralizzato o autonomo;
  • sostituzione delle finestre;
  • installazione di pannelli solari o fotovoltaici.

La prestazione energetica dell’involucro corrisponde alla qualità termica e inerziale dell’insieme delle murature e solai esterni dell’unità immobiliare. Si calcola distintamente in estate e in inverno ed è identificata nella prima pagina dell’APE dalle “faccine” tristi o sorridenti.

La normativa di riferimento

L’indice di Prestazione Energetica è regolato principalmente dal Decreto Ministeriale 26 giugno 2015, che ha recepito le direttive europee in materia di efficienza energetica degli edifici, in particolare la Direttiva 2010/31/UE.

Questo decreto stabilisce le modalità per il calcolo dell’indice, determinando la procedura per la classificazione energetica degli edifici, la metodologia di calcolo dell’efficienza energetica e le caratteristiche che un edificio deve rispettare per ottenere un determinato livello di prestazione.

Altri riferimenti normativi importanti includono il Decreto Legislativo 102/2014, che ha ulteriormente aggiornato e integrato la legislazione in materia di efficienza energetica, e il Regolamento Europeo 244/2012, che ha posto obiettivi di efficienza energetica per gli Stati Membri dell’Unione Europea.

Come verificare correttamente “IPE 0 CHR”

  1. Controllare se “IPE 0 CHR” compare nella prima pagina dell’APE oppure in una tabella interna.
  2. Verificare se il valore zero è riferito all’indice globale EPgl,nren o a una singola voce energetica.
  3. Consultare la legenda e le abbreviazioni riportate nel documento.
  4. Confrontare il valore con la classe energetica indicata nell’APE.
  5. Controllare i servizi energetici presenti nell’immobile.
  6. Chiedere chiarimenti al Tecnico Certificatore Energetico che ha redatto l’attestato.

In sintesi, “IPE 0 CHR” non può essere interpretato isolando soltanto le tre sigle: il significato preciso dipende dalla struttura del documento e dalla voce energetica alla quale “CHR” si riferisce. L’IPE globale esprime il consumo energetico annuo per metro quadrato, mentre il valore zero può riguardare una sola componente o l’assenza del servizio considerato.

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